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La riduzione fenomenologica di Husserl

L’ideale della filosofia è quello di raggiungere la conoscenza assoluta. Per far questo , però, è necessario che la filosofia pervenga criticamente a un fondamento dotato di evidenza assoluta. Partire dall’esperienza è sbagliato, perché dato il suo carattere mutevole, non è possibile trovare niente di definito.
Per eliminare questo atteggiamento verso il mondo dell’esperienza, questo “atteggiamento naturale”, è necessario quindi operare una riduzione fenomenologica
. In questo senso Husserl riprende dallo scettiscimo antico il concetto di epoché. Il termine ha come significato quello di sospensione del giudizio, per cui di fronte alla natura mutevole, è necessario metterla tra parentesi. L’atteggiamento naturale viene così sostituito dall’attegiamento fenomenologico, per cui, quelli che prima erano considerati oggetti del mondo, ora diventano oggetti intenzionati della coscienza. Dopo l’epoché, considerato un tavolo, cessa l’avere attenzione per il tavolo come oggetto, e assume importanza la percezione che il soggetto ha del tavolo, che si rivela ora come un vissuto della mia coscienza.
L’analisi fenomenologica si divide in questo punto in due parti: il lato soggettivo del dato intenzionale, per cui io domando a me stesso cosa significhi percepire l’oggetto-tavolo così com’è; il lato oggettivo per cui mi domando cosa fa di un oggetto un tavolo. Soffermandoci sul lato oggettivo dell’analisi fenomenologica, in questo modo si può arrivare a definire l’essenza stessa del tavolo, le caratteristiche minime che ogni tavolo deve possedere per essere considerato tale.
L’analisi fenomenologica consiste quindi nel guardare le cose per come esse si danno a noi, per come noi entriamo in tensione con esse. Si comprende così il programma husserliano di “guardare alle cose stesse”: messo tra parentesi il mondo, il fenomenologo si rivela uno spettatore disinteressato alle condizioni empiriche degli oggetti, diretto invece a comprendere le loro essenze.
Il residuo della riduzione fenomenologica è la coscienza pura, da intendersi come lo specifico punto di vista da cui chiunque vedrebbe quello che vedo io se fosse al mio posto.

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Commenti

Grazie dottore il riassunto sulla fenomenologia è eccellente, la ringrazio molto devo dare un’esame in merito.

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